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Atrazina, intaccato il 70\% dei pozzi

Dal 55\% del 2005 la situazione si è aggravata lo scorso anno. Ecco il bilancio dell’Arpa

23/02/2007

Il check up del patrimonio idrico della provincia effettuato dall'Arpa sarà illustrato stasera nel corso del convegno che si terrà alle 20.30 all'Auditorium di Zoppola. In provincia di Pordenone c'è una grande ricchezza di acque sotterranee, ma con l'andar del tempo questa immensa riserva sta via via perdendo valore. A compromettere la bontà delle falde freatiche ad alta vulnerabilità sono principalmente gli erbicidi, usati in maniera massiccia sino a qualche anno fa, come l'atrazina e il bromacile, ma anche i nitrati (derivanti dai trattamenti agricoli di concimazione con sali e reflui zootecnici) e i solventi come il tetracloroetilene, che inquina in particolare l'acqua di 3 comuni: Aviano, Fontanafredda e Porcia. Altra cosa che desta una certa preoccupazione è l'abbassamento delle riserve nelle falde freatiche, dovuto più che a un calo delle precipitazioni a un maggiore attingimento da parte dell'uomo. Ma vediamo nel dettaglio qual è l'analisi e la "diagnosi" della situazione.

ATRAZINA - Il problema più diffuso è quello dell'atrazina o, meglio del suo metabolita, la deetilatrazina, che sta intaccando un crescente numero di pozzi artesiani. L'uso del diserbante atrazina, si ricorda, è vietato sin dal 1986, ma il suo derivato sta scendendo sempre più in profondità, interessando anche i pozzi più profondi, tra i 100 e i 150 metri. E il problema sta diventando vistoso, se si considera che nel 2001 soltanto il 35\% dei pozzi analizzati dall'Arpa per conto dei privati risultava intaccato. E, tra l'altro, va detto che l'Arpa non è il solo ente incaricato delle analisi, poichè numerosi amministratori di condominio si rivolgono a ditte private. Come dire: la diagnosi del territorio dell'Arpa, pur su grande scala, non è completa. Ciò premesso, il bilancio delle analisi dell'acqua effettuate nell'arco del 2006 dall'Arpa è comunque allarmante. «In tutta la provincia abbiamo fatto complessivamente 217 campionamenti di acqua dei pozzi - riassume il direttore dell'Arpa provinciale Alberto Carniel - molti di meno rispetto al 2005, quando ne effettuammo 431, poichè è molto calata la richiesta di analisi da parte della popolazione, forse a causa dei costi. In ogni caso - ha aggiunto - la maggior parte delle analisi che ci sono state commissionate provengono da chi attinge dai pozzi, situati in zone a rischio». Sicchè mentre nel 2005 i pozzi risultati positivi all'atrazina erano il 55\%, lo scorso anno questa percentuale è salita al 70\%. I pozzi "fuorilegge", che superano il limite di potabilità, fissato in 0,1 microgrammi per litro (Dl 31 del 2001), in provincia di Pordenone sono lievitati al 29\%, contro il 21\% registrato nel 2005. «Altrettanto seria - aggiunge Carniel - è la situazione nel comune di Pordenone, dove lo scorso anno, il 55,5\% dei pozzi esaminati è risultato oltre il limite di legge per la presenza della Dea». Dal bilancio dall'Arpa emerge che la parte più sana è quella adiacente al Noncello e a sud del fiume, mentre i comuni che non ne risultano minimamente intaccati sono quelli montani e quelli a Est e a Ovest della provincia (da Fiume Veneto a Morsano e a San Vito) dove prevale l'alimentazione delle falde dal Tagliamento. I comuni dove invece si è riscontrata una pericolosa presenza dell'erbicida, oltre alla città, sono Aviano, Roveredo, San Quirino, Cordenons, Porcia e Fontanafredda.

SOLVENTI - Inoltre, stando ai rilievi dell'Arpa, da Aviano siano a Porcia, numerosi pozzi sono interessati da tetracloroetilene (solvente usato dalle industrie) che rende anch'esso l'acqua non potabile. Dalle analisi effettuate in tre cosiddetti pozzi spia è emerso il seguente quadro. Ad Aviano sono stati riscontrati 1.500 microgrammi di solvente per litro contro un limite massimo consentito dalla legge che è pari a 10 microgrammi. In quello di Forcate, in comune di Fontanfredda, la presenza è invece lievemente calata, passando dai 60 microgrammi per litro del 2005 ai 28/litro del 2006. E lo stesso è accaduto nel pozzo di Palse di Porcia, dove da 62 si è passati a 38 microgrammi per litro.

NITRATI - E sul fronte dei nitrati: il 20\% dei pozzi presenta livelli di attenzione (tra i 20 e i 50 mg/litro) e il 15 per cento è risultato avere una concentrazione superiore al livello consentito che è di 50 mg/l. «Quello dei nitrati è un destino segnato - ha considerato Carniel - poichè sono in costante aumento». Nei pozzi spia, a Pordenone, in Comina, sono presenti nella misura di 20 milligrammi per litro; in quello di Aviano 33 milligrammi per litro; e in quello profondissimo di 190 metri, a Chions, di 3,5 milligrammi/litro.

Antonella Santarelli

dal Gazzettino on-line