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Energie "pulite", il progetto in Giunta

SAN VITO AL TAGLIAMENTO Per produrre elettricità e acqua calda dal rifiuto umido, con impatto vicino allo zero

All’esame dell’esecutivo la prossima settimana lo studio sulla possibilità di realizzare un impianto


24/02/2007

San Vito al Tagliamento

Dalla frazione del rifiuto umido energia elettrica e acqua calda. Verrà portata la prossima settimana in Giunta una proposta di massima per la costruzione a San Vito di un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili. A illustrare l'idea, l'assessore alle Attività produttive Giorgio Romano e quello all'Ambiente Tiziano Centis.

I due hanno affidato a un gruppo di tecnici qualificati un'analisi della possibilità realizzativa, in ambito locale, di un impianto per la produzione di energia elettrica - e come sotto prodotto anche di acqua calda - attraverso l'utilizzo di materiali recuperabili in zona: «La proposta redatta dai tecnici è innovativa ha iniziato a raccontare l'assessore Romano -: l'impianto a cui stiamo pensando verrà alimentato in parte con produzioni agricole, in parte con i reflui zootecnici e in parte con la frazione dell'umido del rifiuto urbano. L'aspetto tecnico ancora più interessate è che, come si dice in gergo, il piatto presenta una ricetta modulare: l'energia può essere ricavata dalla produzione agricola, liquami o dall'umido in diverse percentuali, a seconda della quantità a disposizione». Soglia minima di produzione sarà un megawatt l'ora.

«Si tratta di un percorso che permetterà non solo di rispondere alla crescente domanda di energia e alla limitatezza dei combustibili fossili (petrolio, carbone e metano) - ha inteso precisare l'assessore Centis - ma sarebbe, sotto l'aspetto ambientale, una fonte energetica rinnovabile con un impatto inquinante vicino allo zero per il territorio». Non meno importante sarà l'aspetto economico del progetto e gli introiti che possono arrivare dalla vendita di energia al gestore nazionale, oltre che dall'occupazione di persone per la gestione del sito.

Il prossimo passo, se la Giunta darà il via libera, sarà quello di raccogliere attorno a un tavolo le varie realtà del territorio che possono essere coinvolte: le istituzioni, il mondo dell'agricoltura, imprenditori e società come Ambiente Servizi (per il rifiuto dell'umido) e gli stessi cittadini: «Diversi soggetti economici hanno già espresso interesse come il Consorzio industriale Ponte Rosso e alcuni imprenditori ha anticipato Romano -. È un argomento delicato e complesso, ma riteniamo che vada affrontato con l'idea che sia l'amministrazione lo strumento propositivo per poter intraprendere questa strada». La zona che per ora sembra essere la più indicata per ospitare il sito è la Zipr, «ma possono essere identificate anche altre aree».

«La funzione iniziale dell'amministrazione ha aggiunto il vice sindaco - sarà quella di raccogliere attorno a un tavolo i potenziali partner del progetto, ma vedrei coinvolto direttamente lo stesso Comune, che attraverso una partecipazione societaria avrebbe un ritorno economico». L'auspicio è quindi una società mista pubblico-privato che verrà proposta anche alla multiutility Ambiente Servizi.

Emanuele Minca

dal Gazzettino on-line