Italian

Parco del Tagliamento trasformato in discarica

Rifiuti abbandonati di ogni genere. E non mancano nemmeno materiali pericolosi per l’uomo

27/02/2007

SAN VITO AL TAGLIAMENTO. Parco del Tagliamento ameno luogo paradisiaco? Non proprio. Se a una occhiata fugace tutto appare in perfetto ordine e sembra che la pulizia regni sovrana, basta una camminata di pochi minuti tra i sentieri del parco naturale per imbattersi in rifiuti abbandonati di ogni genere: dai resti di una scampagnata domenicale sino a materiali ben più pericolosi per l’uomo e per l’ambiente. La zona in questione è quella nei pressi del circolo ippico, compresa nell’area del parco del Tagliamento cui si accede dalla frazione di Rosa e che si estende da una parte verso la zona industriale Ponterosso e dall’altra sino all’altezza di Carbona. Si può osservare come lattine, bottiglie, sacchetti di plastica e cartacce si trovino un po’ ovunque, adagiate al suolo, oppure come tra i cespugli. Ma si possono notare anche rifiuti ben più voluminosi, come tavoli e sedie da picnic e sacchi colmi di spazzatura. L’abbandono di questo genere di rifiuti è spiegabile considerando il fatto che la zona è spesso frequentata, soprattutto nei periodi più caldi (per tradizione, nelle giornate pasquali, l’area diventa una sorta di campeggio), da molte persone che vogliono trascorrere una giornata all’aria aperta, lasciando poi il segno della loro inciviltà. Ma c’è dell’altro. Chi ha l’occasione di addentrarsi tra gli alberi e i cespugli (soprattutto nell’area che va dall’ippodromo alla zona industriale) può facilmente imbattersi in cumuli di materiale edile (mattoni, tegole, blocchi di cemento) abusivamente scaricato, gomme d’auto usurate, sanitari, materiale ferroso. In alcuni punti si trovano addirittura resti di coperture in eternit, materiale pericoloso per l’ambiente e, soprattutto, per la salute dell’uomo, in quanto ritenuto cancerogeno. A San Vito esistono quattro ecopiazzole (in via Zuccherificio, via Divisione Garibaldi, a Gleris e nei pressi del cimitero), ma evidentemente qualcuno, per qualche motivo, non ne è a conoscenza o finge di non esserlo, continuando a deturpare un’area naturale unica nel suo genere. «Ci sarà tolleranza zero verso i trasgressori – spiega l’assessore comunale all’Ambiente, Tiziano Centis – in quanto si intensificheranno i controlli per l’abbandono dei rifiuti, a maggior ragione ora che la raccolta sarà ancora più differenziata. Per quello che ci compete come Comune – continua – la vigilanza avviene per opera della polizia municipale e dei volontari della vigilanza ecologica. Uno dei mezzi più utilizzati per giungere ai colpevoli è l’individuazione di indirizzi tra i rifiuti». Altri organismi atti a questo tipo di controlli sono la guardia forestale e la Protezione civile, mentre le sanzioni sono stabilite dal decreto Ronchi, e partono da un minimo di 58 euro (per esempio, per il caso di abbandono di un solo sacchetto di plastica) sino a sanzioni di tipo penale.

Andrea Sartori

dal Messaggero Veneto