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Raccolta rifiuti Le cose che ...

1/03/2007

Raccolta rifiuti

 

Le cose che non vanno

 

... sacre sono le gocce del tempo... cominciamo dalle conclusioni.

1) È un dato di fatto che i vari servizi di smaltimento messi in atto dai vari comuni friulani non hanno risolto tutti i problemi derivati. Diamo pure atto che si tratti di una specie di quadratura del cerchio, ma la realtà, palpabile, è che ovunque ha scontentato i cittadini e gli altri sottoposti.

Basta leggere la stampa quotidiana delle nostre province e chiunque si renderà conto delle contestazioni che giornalmente insorgono da Trieste a Sacile, da Udine ad Aviano, da Pordenone a Roveredo e via dicendo.

2) Esaminiamo quindi cosa sta alla base di queste osservazioni, reclami, suggerimenti per opportuni rimedi, naturalmente inascoltati.

La presunzione degli assessori delegati: si ritengono all'altezza di impostare il servizio nel suo insieme indirizzando e condizionando anche i tecnici, che talvolta non lo sono affatto in quanto risultanza della solita scelta politica. In secondo luogo si evidenzia l'ambizione del servizio perfetto, parcellizzato in mille incombenze a carico del cittadino che si palesano controproducenti.

Si rincorrono idee in una direzione salvo rivoltarle totalmente dopo breve tempo, ma nel mentre sono stati spesi milioni e milioni per l'attrezzarsi prima con i cassonetti per poi optare per piccoli contenitori familiari.

3) Veniamo all'attuale. Il nostro assessore e i sommi dirigenti di Ambiente Servizi sono troppo giovani per ricordare che cinquanta (50) anni addietro la soluzione "porta a porta" era in atto con un unico bidone raccoglitore, allorquando la raccolta dei rifiuti era indifferenziata.

Quindi un sistema vecchio e superato dalle esigenze dei recuperi possibili e la nuova soluzione - i cassonetti - è risultata oltre che elementare, rispondente allo scopo, comportante la suddivisione di ogni scarto a cura degli utenti in due/tre grossi contenitori siti nelle immediate vicinanze delle abitazioni.

Un sistema che aveva subito incontrato il gradimento. Cassonetti universalmente diffusi, tant'è che guardando la tv basta prestare attenzione quando vengono riprese le città di qualunque parte del mondo per vederli dislocati pronti per l'utilizzo.

4) Che il nuovo sistemi accusi grandi carenze si evidenzia con una serie di contraddizioni e, prima di tutto, dover constatare l'immondizia abbandonata ovunque e non solo sulle piazzole ecologiche con grande gioia di gatti e pantegane:

- i cassonetti della carta, teoricamente aboliti, rimangono in essere per la raccolta di... cartoni sono attorniati da tanti sacchetti di giornali e carta straccia;

- l'abolizione del cassonetto per la plastica provoca ovunque il fenomeno di cui sopra: sacchi, sacchetti, pacchi di polistirolo.

Si rende conto l'assessore e con lui il sindaco che le nuove invenzioni, a danno dei cittadini, sono censurabili con diverse motivazioni?

Pertanto chiedo in base a quale autorità il Comune e/o Ambiente Servizi possono imporre di piazzare - in casa propria - uno, due, tre contenitori di immondizia con la discutibile motivazione dell'esigenza di raccolta differenziata, delegata al cittadino al quale la si fa anche pagare!

Come si può imporre di osservare i giorni prescritti per gli svuotamenti dei contenitori, l'imballo di scarti, eccetera, considerando che ne va di mezzo la libertà individuale di movimento e dell'utilizzo del proprio tempo, condizionati da siffatte norme improponibili?!

5)La tassazione pare essere una variante indipendente.

Resta da domandarsi quante sono, in questa piccola regione, le ditte che si spartiscono la torta e perché le loro tariffe sono così diverse da una località all'altra. Quante sono a parità di prestazione le tariffe applicate, mentre ancora si discute un aspetto della tassazione stessa, e cioè se basarla sul metraggio dell'alloggio o sul numero dei componenti il nucleo familiare.

6) In conclusione, siccome è assodato che è molto "peso el tacon del buso", non resta che sperare nel ravvedimento dei riformatori.

Tornare d'urgenza al sistema dei cassonetti differenziati, che si era palesato ottimale, con contestuale superamento e abolizione dei vari contenitori assegnati nel tempo ad ogni nucleo familiare. A cominciare dal contenitore giallo destinato al secco, che non si capisce cosa serva, cosa debba contenere dopo che gli attenti cittadini buttano, debitamente differenziati, quanto segue: umido biologico, vetro e lattine, carta e cartone, plastica varia, pile e batterie, olii esausti, medicinali scaduti... cos'altro?

Luciano Girardi

San Vito al Tagliamento