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Rifiuti I miei dubbi sul porta a porta

23/06/2007

Gli aspetti dei disservizi provocati dal sistema di raccolta, messo in atto da Ambiente-Servizi, sono ormai ampiamente evidenti e non riguardano soltanto San Vito ma bensì molti altri Comuni che alla citata ditta hanno affidato l'incarico in questione. Basta leggere la stampa quotidiana, soffermarsi sugli articoli redazionali e in particolare sulle lettere dei lettori laddove si prende atto che analoghe contestazioni vengono pure da Comuni che hanno scelto altre società per lo smaltimento che hanno adottato l'innovativo e negativo porta a porta. Senza dire delle analoghe discussioni dibattute nelle trasmissioni della Rai Regionale. Questo sistema, iniziato da alcuni Comuni emiliani, riprende quello analogo in atto 40/50 anni addietro allorquando la raccolta dell'immondizia era impostata su un unico bidone e non prevedeva un discernimento previo dei componenti scartati.

Questo nuovo bailamme sta a dimostrare che la raccolta porta a porta non si sa dimostrando quale sistema pratico nel suo svolgimento, con le imposizioni prescritte all'utente; insomma, niente affatto ottimale.

I «nostri» si sono affrettati a copiare, senza rendersi conto egli aspetti negativi e dei problemi che ne sarebbero derivati; hanno optato per una vera e propria assurdità. In dettaglio. I precedenti, capienti, cassonetti piazzati nelle vie imponevano - di fatto - la raccolta differenziata: carta, cartoni, imballi; plastica, vetro e lattine, mentre per il sacco, escluso i tre precedenti, era presente il contenitore familiare, in carenza di un altro cassonetto per detto scopo.

Ma sono stati aboliti teoricamente, poiché continuano a sussistere per utenti privilegiati alcuni chiusi con lucchetto, altri che raccolgono soltanto cartoni e imballi (sic!).

L'innovazione prevede invece che la cartaccia venga raccolta in un piccole contenitore, dato in dote a ogni famiglia, il cui svuotamento avviene due volte la settimana, avendo avuto cura di porlo sulla porta di casa. Per la plastica la sostituzione è di grandi sacchi azzurri da custodire in casa. (Composizione di arte moderna!). In attesa del veniente giorno di prelevamento, sempre sulla porta di casa. Sono rimasti, per gentile concessione, dei fusti per la raccolta del vetro.

Continuo? I signori amministratori non si sono resi conto che il farraginoso sistema impone gravi limitazioni alla libertà di movimento della cittadinanza costretta all'osservanza di giorni/tempi/orari per assecondare un servizio per il quale fanno pagare pure un canone. Ed imponendo altresì la dotazione di secchi, sacchi ed altri contenitori e cioè un complemento d'arredo affatto gradito, da rifiutare quale preliminare di ogni altro discorso. E vien da chiedersi se i Comuni abbiano l'autorità di imporre regolamenti che si traducono in veri e propri atti vessatori sui comportamenti del cittadino.

Questi amministratori, difensori a oltranza della loro creatura lamentano - per interposta persona - il comportamento dei sottoposti allorquando questi, non certamente giustificabili, ma incastrati dalle carenze del discutibile nuovo servizio di permettono di abbandonare sacchetti e quant'altro per ogni dove, preferibilmente a fianco dei superstiti raccoglitori, dove prima esistevano i grandi, pratici e lodati cassonetti.

Ma ci sono anche i difensori d'ufficio o di amicizia che lodano la sperimentazione in atto, qualificandosi beneducati perché stretti osservanti delle nuove disposizioni. Senza dire del controsenso delle piazzole ecologiche dove molti si recherebbero qualora fossero aperte, mentre i cartelli posti ai cancelli recitano gli orari dei giorni alterni disponibili. Forse una necessità dettata da carenza di personale che però non manca affatto nei doviziosi uffici aperti tutti i giorni per rispondere alle osservazioni dell'utente/contribuente.

Ribadito tutto quanto sopra ci si potrebbe aspettare il riconoscimento che la rivoluzione effettuata non ha dato gli esiti sperati, palesatasi un flop. Purtroppo non sarà mai, poiché molti dei nostri amabili amministratori/politici peccano di presunzione non rispondendo mai in prima persona e mai accuseranno un fallimento. Intanto però il Giornale Radio del Fvg nello scorso mese, trasmissione delle 7.30 riportava testualmente la notizia che il Consorzio Smaltimento Rifiuti della Bassa Friulana accusava il fallimento del sistema raccolta rifiuti porta a porta, ripensando ex novo il ritorno degli universali cassonetti inventati per la raccolta differenziata.

Mentre più recenti sono i pronunciamenti di altri amministratori di passi del circondario, estendendosi fino a Monfalcone e Gorizia. Indietro non si torna, ha dichiarato il nostro assessore con una sicumera degna di altre certezze. Ma siccome le convinzioni di un assessore valgono, quanto meno, quelle di un cittadino senza incarichi pubblici non è affatto vietato auspicare il ritorno ai mai sufficientemente lodati cassonetti che svolgevano una egregia funzione.

E siccome è molto difficile e inutile combattere contro i mulini a vento, come diceva Don Chisciotte, con la presente vorrei ritenere concluso il mio interloquire sull'argomento.

Luciano Girardi

San Vito al Tagliamento

dal Gazzettino on-line