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Rifiuti pericolosi, un no corale

SAN VITO AL TAGLIAMENTO Maggioranza e opposizioni uniti per respingere il progetto della Nova Geo spa

Antonio Di Bisceglie: «Spropositata richiesta di stoccaggio e trattamento di tossico nocivi»


12/06/2007

San Vito al Tagliamento

Geo Nova spa: il Consiglio comunale di San Vito fa muro. L'assemblea era chiamata a esprimere un parere sulla richiesta di compatibilità ambientale in relazione al progetto presentato dall'azienda, con sede in Zipr, per la riorganizzazione e l'ampliamento di un impianto di deposito preliminare e trattamento di rifiuti anche pericolosi. Il voto dei consiglieri è stato unanime nell'esprimere parere negativo. La vicenda incassa anche il no del Cda del Consorzio industriale Ponte Rosso, riunitosi sabato per deliberare sul caso Geo Nova.

A introdurre l'unico punto all'ordine del giorno, è stato l'assessore Antonio Di Bisceglie, che ha ricevuto incarico dalla maggioranza di centrosinistra di illustrare le motivazioni che stanno alla base della presa di posizione negativa. La Geo Nova spa, dal 1993, è insediata in via Gemona, all'interno della Zipr. La sede principale è a Treviso. Oltre che in Veneto e in Friuli, ha sedi oltre confine.

La seduta di ieri è stata necessaria dopo che la società ha presentato un progetto al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per la riorganizzazione e ampliamento di un impianto di deposito preliminare e trattamento di rifiuti anche pericolosi. Da Roma è stato richiesto un parere alla regione Friuli che a sua volta ha interpellato il comune di San Vito. La Geo Nova Spa punta sia a espandere la quantità di rifiuti pericolosi stoccati (dagli attuali 500 metri cubi si passerebbe a 1.700) che a trattarli.

Nel motivare la bocciatura, Di Bisceglie ha elencato una serie di fattori. «Attualmente - ha detto - vengono stoccate, ogni anno, 8.174 tonnellate di rifiuti tossico nocivi con una potenzialità di 70 mila tonnellate secondo l'ultimo permesso rilasciato nel 2000 dalla Provincia di Pordenone». La nuova richiesta farebbe lievitare il potenziale a 200 mila tonnellate. Nella sostanza potrebbe soddisfare l'intera domanda della regione Friuli. «Inoltre, nel Piano comunale degli insediamenti produttivi, non è previsto il trattamento di questa tipologia di rifiuti». C'è poi la questione dell'impatto sul traffico locale, già congestionato, e, a livello di impatto ambientale, il rispetto della distanza minima da un centro abitato. «Dalle misurazioni effettuate, risulta - ha spiegato Di Bisceglie - che il sito dista 500 metri dall'abitato di Rosa e non mille come prevede il Piano regionale».

Il consigliere Luciano Del Frè (Giovani e Impresa) ha aperto il giro degli interventi. «Ci sono altri aspetti da chiarire. Ad esempio, come la Provincia di Pordenone ha potuto dare il benestare affinchè la società possa oggi potenzialmente trattare rifiuti pericolosi pari a 70 mila tonnellate. Inoltre, pensando a scenari futuri, potrebbero avvenire fusioni tra società del settore». Come conseguenza, il sito sanvitese potrebbe diventare punto di stoccaggio e di trattamento di rifiuti pericolosi provenienti da oltre regione.

Qualche punzecchiatura all'amministrazione è arrivata dal consigliere Giovanni Zanette (Nuova San Vito). «L'amministrazione dovrebbe cogliere l'occasione e impegnarsi nel dire no non solo alla Geo Nova ma anche a richieste future di impianti simili. Non vorrei infatti che un domani venisse concesso il permesso di trattamento di rifiuti pericolosi ad altre società». L'esponente di Forza Italia, Luisa Nocent ha fatto un appello al sindaco Gino Gregoris affinché accompagni in Regione il parere negativo. A margine, è stato sottolineato che il punto è passato grazie al voto dell'opposizione (i consiglieri di maggioranza erano solo in dieci).

Emanuele Minca

dal Gazzettino on-line