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Rifiuti sanvitesi Ecco a chi giova la rivoluzione

18/04/2007

Passeggiando per le vie del centro, ma anche in quelle più periferiche, si può constatare il difficile cammino della recente riforma di raccolta.

Un recente intervento sulla stampa quotidiana ipotizza che i Sanvitesi reagiscono con indifferenza alle innovazioni, quanto meno fastidiosa. Per il vero non ci sentono, tant'é che i sacchetti abbandonati al tempo dei cassonetti erano 3/4 ed ora sono diventati 30/40 e più; controllare per credere.

In compenso i cassonetti si sono evoluti. Quelli per la carta sono diventati esclusivi per "cartoni ed ex imballi". Poi ci sono quelli riservati, chiusi con lucchetti, veri e propri scrigni per difenderli da intrusioni terze.

A questo punto a chi non viene spontaneo domandarsi chi sono i personaggi che di tanto in tanto rivoluzionano sistemi collaudati nel tempo con onerose variazioni ed incarichi ai cittadini? Specialmente se si risolvono con sicuri aumenti della bolletta, come anticipato giorni addietro.

E mentre ci siamo, vorremmo che fosse chiarito quanto segue:

a) perché il servizio di fognatura e depurazione delle acque reflue non è gestito, come sembrerebbe logico, da Ambiente-Servizi;

b) perché il canone, se di modesto importo, debba essere pagato in due rate, un mese l'una dall'altra, costringendo a ripetute file alle Poste ed alla ripetizione delle spese.

Pensiamo di non aver chiesto troppo e ci attendiamo quindi risposte dagli organi competenti.

Luciano Girardi

San Vito al Tagliamento

dal Gazzettino on-line