Italiano

SAN VITO AL TAGLIAMENTO

Provincia: Pordenone

Distanza da Pordenone: 20 km

Superficie: kmq 60.71

Altitudine: mt 30 slm

Prefisso telefonico: 0434

C.A.P. : 33078

Popolazione: 14.450 abitanti

Vie  di accesso:

Automobile: autostrada A4, uscita Villotta

Treno: Ferrovie dello Stato, via Stazione

La linea si collega con Casarsa della Delizia e Portogruaro – Mestre (www.trenitalia.it)

Autobus: servizio pullman – via Stazione

Aereo: Aeroporto Ronchi dei Legionari – Trieste (www.aeroporto.fvg.it)

 Aeroporto “Marco Polo” di Venezia (www.veniceairport.it)

Capoluogo del Sanvitese, San Vito al Tagliamento, già nell’antichità luogo legato ad un fiume e aczone di risorgive (facile quindi all’insediamento), ha restituito negli ultimi cinquant’anni anni testimonianze risalenti anche al Mesolitico ed al Neolitico. La collezione di reperti archeologici, risultato di campagne di scavi e ritrovamenti di superficie, è conservata nelle sale del museo civico archeologico “Federico De Rocco” situato e visitabile al secondo piano della torre medievale “Raimonda”.  Il territorio ha conosciuto poi la dominazione romana e quella longobarda, ma la vera svolta è avvenuta con la influente presenza patriarcale prima e con l’occupazione veneziana poi, che ha conferito alla cittadina un assetto nuovo, molto vicino a quello odierno.

In questa terra, vicina tanto a Venezia quanto ad Udine ed ad Aquileia, molto rimane di quello che  i Patriarchi vollero, grazie all'amministrazione delle proprie terre e al desiderio di autocelebrarsi ma anche di  ingentilirsi gli abitanti al loro servizio. I loro interventi e le loro committenze puntavano proprio a colpire gli animi di quest’ultimi, e così ogni chiesetta dal centro alla periferia porta ancora un affresco o un decoro, raffigurazioni di scene sacre, soprattutto di devozione mariana o di Santi protettori o semplici abbellimenti che potevano quietare gli animi più duri. L’ultimo importante intervento fu intrapreso da colui che fu l’ultimo Patriarca, Daniele Delfino (Venezia 1688 – Udine 1762): la  ricostruzione del Duomo, omaggio ad una comunità che stava crescendo.                    

La venuta veneziana lascerà tracce di sé con bei palazzi e giardini nel centro di San Vito, sostenendo e potenziando uno sviluppo architettonico, artistico e culturale ed influenzando anche la lingua. Il centro entro le mura rimarrà veneto per secoli fino ad oggi, mentre il radicato dialetto friulano sopravvivrà solo nelle campagne limitrofe. Il dominio veneziano cesserà nel 1797 con l’arrivo delle truppe napoleoniche.

Dopo periodi difficili, quali furono i moti di rivolta e le guerre di indipendenza, nel 1866 San Vito fu annesso al nuovo regno d’Italia. Altre guerre insanguinarono la storia mondiale come quella locale, non un ultimo un dopoguerra caratterizzato da una forte emigrazione ma anche subito dopo, una rinascita. Ed ecco San Vito oggi, viva di una realtà industriale ed economica, ricca di appuntamenti culturali che fanno rivivere tutte le sue innumerevoli bellezze.

Nel centro storico si apre la cinquecentesca Piazza del Popolo, sviluppo di un’area circostante al  nucleo originario che fu il castello di San Vito, con le sue prime mura e il primo borgo.

Sulla piazza si affacciano l’antica Loggia Pubblica, prima sede della municipalità sanvitese e sede dal ‘700 di uno splendido teatrino all’italiana che ora rivive intitolato al compositore sanvitese GianGiacomo Arrigoni (1597-1675);  il Duomo, costruito nel 1745 su un preesistente edificio del Quattrocento e contenente una vera e propria galleria d’arte di opere di diversa epoca ed il Palazzo Altan Rota (XV secolo, oggi sede del Municipio), il più veneziano dei palazzi di piazza, con bellissimo giardino all’italiana antistante  e maestoso parco sul retro.

In borgo Castello si può respirare ancora il passato medioevale. Il castello di San Vito risale per certo al XII secolo e fu restaurato nel secolo successivo con l’aggiunta di due torri: Torre Raimonda e Torre di San Nicolò (Scaramuccia). Accanto a quest’ultima rimangono le vestigia delle mura difensive che un tempo circondavano tutto il borgo nonché parte dell’Ospedale dei Battuti, fondato dalla confraternita laica dei Battuti  nel XIV secolo. Degne di nota sono anche la Chiesa di santa Maria dei Battuti annessa all’antico ospitale, con ciclo di affreschi amalteiani commissionati dal patriarca di allora Marino Grimani, e la Chiesa dell’Annunziata o chiesa di santa Maria del Castello con affreschi trecenteschi di scuola friulana.

Appena fuori dalla seconda cinta di mura, entro il giro di fosse odierne, fa bella mostra di sé  l’ex convento dei Domenicani ora sede della Biblioteca Civica, dell’Ufficio Beni ed Attività Culturali e dell’Ostello della Gioventù. Annessa, la chiesa seicentesca di san Lorenzo che conserva lacerti di affreschi quattrocenteschi e cinquecenteschi e le spoglie del frescante Pomponio Amalteo (Motta di Livenza, 1505 - San Vito al Tagliamento, 1588) e della sua famiglia, insieme a quelle di altre famiglie nobili del luogo.